Sanremo costerà circa 16.000.000 €: Bonolis 1.000.000 €, Baglioni 600.000 € e Fazio 600.000 €

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La quota di spesa dedicata ai conduttori è di fatto doppia rispetto a Sanremo 2017. Al direttore artistico Baglioni vanno 600mila euro, 400mila a Hunziker e 300mila a Favino.

Claudio Baglioni: 600mila euro

È la tassa Sanremo. Puntuale, ogni anno. Appena si stanno per accendere i riflettori, si apre la polemica sui compensi. A volte strumentale, a volte pertinente, altre populista. Il budget di Sanremo 2018 è identico a quello dell’anno precedente, costi e ricavi viaggiano sulle stesse cifre. La raccolta pubblicitaria è già arrivata a quota 25 milioni di euro, mentre le uscite si fermano a 16 milioni e mezzo: 1 milione e 300mila euro è la quota dedicata ai conduttori, di fatto il doppio rispetto a Sanremo 2017. Il «dittatore» artistico Claudi Baglioni guadagnerà 600mila euro.

Michelle Hunziker: 400mila euro

C’è la crisi anche per Michelle Hunziker: sono passati più di 10 anni da quando andò per la prima volta a Sanremo (con Baudo): allora arrivò a 1 milione di euro. Adesso la cifra si è ristretta a meno della metà, ma rimangono comunque 400mila euro.

Pierfrancesco Favino: 300mila

Balla, canta e imita. Il direttore di Rai1 Angelo Teodoli lo ha definito il «Banderas italiano», ma lui giura che non parla con le galline. Se mantiene le promesse, sarà la sorpresa positiva del Festival 2018. Intanto per il disturbo intasca 300mila euro.

Carlo Conti: 650mila euro

È stata la polemica del 2017, quella su Carlo Conti e i suoi presunti 650mila euro (100mila poi li diede in beneficenza). La Rai sottolineava che le cifre erano in linea con il mercato, che non si poteva scorporare il singolo evento (Sanremo) dal contratto complessivo (anche per altri programmi) con il conduttore e che comunque il Festival si pagava con gli incassi della pubblicità. A Salvini la questione non interessava e non usava mezzi termini: «Lo stipendio di Carlo Conti è una cosa assolutamente indegna. È uno schifo».

Bonolis: 1 milione di euro

Erano i tempi pre-crisi, Berlusconi era al governo e i ristoranti erano pieni quando Bonolis (2009) svelò l’importo dell’assegno che la Rai aveva staccato per il suo ingaggio a Sanremo: «Un milione di euro. Questo è il mercato». Primo risultato: consiglio di amministrazione Rai spaccato, la politica (molti penseranno: da che pulpito) che protestava. Secondo risultato: da allora nessun conduttore ha mai rivelato pubblicamente il suo compenso.

Antonella Clerici: 500mila euro

Curioso: l’anno dopo le forbici Rai misero in atto una drastica spending review. Certo è che Antonella Clerici, unica conduttrice donna negli ultimi nove anni, si sarebbe dovuta appellare alle Pari Opportunità: dovette accontentarsi di 500mila euro.

Gianni Morandi: 800mila euro

A farsi dare 800mila euro uno su mille ce la fa. E quello è lui, Gianni Morandi. Nel 2011 e 2012 Morandi lasciò i panni di cantante per vestire lo smoking da conduttore e per la doppietta si assicurò 800mila euro l’anno. La spending review era già finita, il che avvalora ancora di più la tesi che lo sconto sul compenso viene applicato solo alle donne.

Fabio Fazio: 600mila euro

Fabio Fazio è una delle ossessioni di Renato Brunetta e di tutto quello schieramento che chiede che i cachet delle star della tv di Stato siano resi pubblici e si scontra con il gruppo di chi replica che la Rai non opera in regime di monopolio, dunque le cifre non vanno divulgate. Conduttore nel biennio 2013 e 2014 girò in banca un assegno da 600mila euro. A fianco di Fazio c’era la sua compagna di fatto Luciana Littizzetto: più di una valletta, meno di una co-conduttrice, per lei il compenso è stato di 350mila euro.

Panariello: 1 milione (e Ilary 500mila)

Per il cast di conduttori nel 2006 viale Mazzini spende quasi due milioni di euro. A Giorgio Panariello va 1 milione di euro, mentre a Ilary Blasi e Victoria Cabello rispettivamente 500mila e 400mila. Intanto fuori i piccioni fanno oh: vince Povia con «Vorrei avere il becco». (Fonte: www.corriere.it)


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