Putin sta per rispondere all’attacco U.S.A, ecco cosa può succedere ora:

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Secondo la testata Fox news la Russia sta per rispondere all’attacco americano in Siria.

Secondo la testata giornalistica Fox news sembrerebbe che il presidente Russo Vladimir #Putin a conferma di quanto dichiarato a seguito dell’attacco alla Siria da parte degli U.S.A. abbia iniziato la contromossa in ausilio all’alleato #Assad. La notizia trapelata dalla testata estera e pubblicata anche dal Fatto Quotidiano, darebbe per imminente l’utilizzo di navi militari russe indirizzate in mare aperto verso quelle americane, le stesse che stanotte hanno lanciato ben 59 missili tomahawk, distruggendo una base Siriana ed uccidendo 5 persone, 3 militari e 2 civili.

Putin fa la sua mossa, si rischia il conflitto internazionale

Sarebbero 2 le navi russe inviate da Putin e indirizzate verso i due cacciatorpedieri americani che hanno sferrato l’attacco in piena notte alla base siriana. Questa è la notizia trapelata, non si conoscono le realo intenzione del presidente russo. Non si esclude un eventuale attacco ne tanto meno l’eventuale disposizione delle navi per motivi logistici che, in caso di ulteriore attacco degli Stati Uniti al regime di Assad potrebbero rispondere al fuoco e dare inizio ad una guerra vera e propria che potrebbe riportare alla memoria, le passate guerre mondiali che hanno visto in più occasioni contrapposte America e Russia.

L’ira di Assad e la richiesta di sostegno agli alleati, si pensa ad una cospirazione

Il presidente Siriano ha parlato di un attacco increscioso ed ha chiesto pubblicamente supporto agli alleati, promettendo una risposta al bombardamento subito nel cuore della notte. Di tutto punto Putin ha sostenuto lo sdegno dell’alleato ed riferito ai media che l’attacco sferrato dagli U.S.A sarebbe una violazione degli accordi internazionali, rappresentando l’imminente gelo tra lui e Donald Trump. Putin a seguito del presunto attacco chimico in Siria aveva giustificato le esalazioni da gas Sarin, a seguito di un attacco da parte del regime siriano ad un deposito di armi chimiche in mano ai ribelli ed ha chiesto pubblicamente ai restanti paesi delle Nazioni Unite, di verificare le accuse mosse ad Assad. Sono in tanti a gridare alla cospirazione ed a paragonare questa situazione a quanto già accaduto in passato con il regime di Gheddafi e quello di Sadam Hussein, entrambi accusati di aver utilizzato armi chimiche. Accuse mai riscontrate anche dopo la guerra che ha abbattuto entrambi, teoria che trova riscontro anche da un video di Matteo Salvini pubblicato nella giornata di ieri, prima dell’imminente attacco da parte degli U.S.A.


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