Pericolo in mare: bollino rosso in queste 5 città. Le zone maggiormente a rischio sono…

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A Molfetta, Bari, Bisceglie, Otranto e Giovinazzo la concentrazione dell’alga è più alta.

Si chiama Ostreopstis Ovata ed è il nome scientifico del’alga tossica che sta rovinando le vacanza di molti turisti che si sono recati in Puglia. Si tratta di un micro organismo invisibile individuato in venti punti del litorale pugliese, tra lo Ionio e l’Adriatico. In sei casi l’Agenzia regionale per l’ambiente, autore di una mappa interattiva consultabile sul sito, segnala il bollino rosso, a indicare una densità sul fondo maggiore di 300mila cellule a litro e/o una densità in una colonna d’acqua superiore alle 20mila cellule.

MAPPA-INTERATTIVA

Ma quali sono le zone maggiormente a rischio? Si tratta di Molfetta, prima cala; Bisceglie, a 500 metri a sud della fogna cittadina; Bari, in località Lido Trullo; Giovinazzo, a 200 metri a sud del Lido Lucciola e nelle vicinanze dell’Hotel Riva del sole; infine Otranto, a Porto Badisco. La presenza dell’alga era stata riscontrata già a inizio luglio in misura importante in sole due località, ma evidentemente con il passare del tempo la situazione è andata via via peggiorando. L’aggiornamento dei dati verrà fatto fino alla fine di settembre.

Come rivela l’’Arpa la Ostreopstis Ovata è una’alga unicellulare dalle dimensioni comprese tra 30 e 60 micron, che solitamente vive su fondali rocciosi prediligendo acque calme, calde e bene illuminate. Si tratta di una specie tipica dei mari tropicali anche se è stata introdotta in maniera probabilmente accidentale nel mar Mediterraneo per mezzo delle acque di zavorra delle navi. La presenza dell’alga sulle acque pugliesi venne riscontrata per la prima volta nel 2000. La Ostreopstis Ovata può causare un malessere transitorio nei bagnanti (riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, dermatiti, congiuntiviti).


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