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L’incredibile “PORTA DELL’INFERNO”. Si trova in Turkmenistan (+VIDEO)

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Gli antichi Greci ritenevano che la “porta dell’inferno” fosse situata da qualche parte in Turchia, mentre Dante ne indicò il posizionamento alla periferia di Firenze. A quanto pare, invece, la sua collocazione sarebbe in Turkmenistan, secondo quanto riportato da un giornalista della rivista di viaggi statunitense “Condé Nast Traveler”.

La porta degli inferi si troverebbe nei pressi del villaggio Derweze, nel bel mezzo del deserto del Karakum in Turkmenistan. Circa l’80 per cento della superficie del Turkmenistan è desertica, un ambiente ostile e non facile da visitare per via dalla sabbia rovente, dei depositi di sale, dell’enorme quantità di gas naturale e per la mancanza di acqua potabile. Ciò nonostante, ogni anno centinaia di turisti si recano nella zona per osservare quella che i locali chiamano la “Porta del diavolo”.

Il suo nome non deve sorprendere. Le fiamme che vi bruciano all’interno producono una grande quantità di fumo rovente e si percepisce un acre odore di gas. Soprattutto perché intorno non c’è nulla, nessun’altra formazione di questo tipo. Ma il cratere non è il risultato di qualche fenomeno naturale, bensì di un errore umano. Gli ingegneri sovietici, nel 1971, durante l’esplorazione alla ricerca di petrolio e gas naturale perforarono la zona inconsci della fragilità strutturale del sito. La terra cominciò a collassare, creando una depressione con un diametro di 70 m ed una profondità di 25 m. Il foro inghiottì tutta la struttura posta in essere dagli ingegneri e i campi allestiti.

Il cratere iniziò ad emettere gas tossici, tra cui il metano. Il fatto che potesse provocare problemi alla popolazione locale, spinse i geologi a bruciare tutto il gas presente. Ci si aspettava il termine della combustione nell’arco di qualche giorno mentre invece 42 anni dopo le fiamme sono ancora attive ed è difficile dire quando finirà.

Il luogo è visitato da centinaia di turisti ogni anno, attratti dalla storia della porta dell’inferno. Coloro che hanno avuto il coraggio di avvicinarsi, dicono che il cratere è come un forno aperto. La depressione viene vista da diversi chilometri di distanza, soprattutto nelle ore notturne. (Fonte)

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