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Hiroshima, il ricordo del giorno che uccise la speranza.

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Hiroshima 6 agosto 1945. Una bomba atomica democratica targata USA cancellò un’intera città giapponese tra atroci sofferenze dei suoi cittadini non morti subito.

Il Giappone poi si arrese e quelli che avevano sgangiato quella bomba (e la successiva) processarono come criminali di guerra condannandoli a morte i generali giapponesi che avevano condotto la guerra rispettandone sostanzialmente la logica e le regole. Criminali che si sono eretti a giudici a Tokyo come a Norimberga. Dal canto suo, l’Italia di Badoglio pilastro fondante della repubblica e della Costituzione che poi verrà e nella quale oggi viviamo, il 15 luglio 1945 dopo che già aveva dichiarato guerra all’ex alleato gemanico, dichiarò guerra al Giappone. Io non so che mai si dovrà fare come italiani per cancellare questa ignobile azione…. non lo so proprio. Una vergogna che non trova un giusto aggettivo.

In ogni guerra, la questione di fondo non è tanto di vincere o di perdere, di vivere o di morire; ma di come si vince, di come si perde, di come si vive, di come si muore.
Una guerra si può perdere, ma con dignità e lealtà.
La resa ed il tradimento bollano per secoli un popolo davanti al mondo.

I crimini di guerra degli USA non li giudica nessuno?


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