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Fatture “aggressive”: maximulta ai colossi dell’energia

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L’Antitrust accusa i colossi che gestiscono l’energia di “pratiche aggressive nella fatturazione dei consumi”, ragione per la quale Acea, Edison, Eni, Enel energia ed Enel servizio elettrico dovranno sborsare 14 milioni e mezzo di euro. L’Authority per la concorrenza infatti ha puntato il dito contro i “meccanismi di fatturazione e le ripetute richieste di pagamento per bollette non corrispondenti ai consumi reali, e agli ostacoli frapposti alla restituzione dei rimborsi”.

Diverso l’ammontare delle multe: Acea ed Eni ha ricevuto una sanzione per 3,6 milioni, Enel Energia per 2,9 milioni, Enel Servizio elettrico per 2,6 milioni ed Edison per 1,7 milioni. L’Antitrust, in ogni caso, ha anche fatto uno sconto, perché “gli operatori hanno proposto modifiche alle procedure utilizzate finora nella gestione delle istanze e dei reclami da parte dei consumatori e anche per migliorare i processi di fatturazione” e quindi “le sanzioni sono state ridotte in misura proporzionale al grado di rilevanza ed effettiva implementazione di tali innovazioni”.

Esulta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: “Nell’ultimo anno abbiamo sommerso l’Antitrust di esposti Codacons in cui denunciavamo la giungla delle fatturazioni errate e le pratiche scorrette dei gestori dell’energia a danno degli utenti, e finalmente l’Autorità ha accolto le nostre denunce sanzionando gli operatori.  Quando un cittadino riceve una bolletta con consumi errati, o quando deve ottenere il rimborso delle maggiori somme pagate, inizia per lui una vera e propria ‘odissea’ che spesso porta l’utente allo sfinimento e alla resa, pagando le bollette pur non essendo tenuto a farlo, o rinunciando ai propri diritti. In tal senso la multa dell’Antitrust è importantissima perché accerta in modo inequivocabile le scorrettezze dei gestori che il Codacons denuncia da anni”.

Altre pratiche scorrette

Irregolarità sono poi emerse dalla mancata o ritardata restituzione di importi dovuti a vario titolo ai clienti finali. L’Autorità ha ritenuto, infatti, che le modalità adottate dai cinque operatori non hanno permesso ai consumatori di ricevere pienamente e tempestivamente quanto versato in eccesso. Infine, per le due società del gruppo Enel è stata accertata una terza pratica scorretta, che consisteva nell’addebito degli interessi di mora per tardivo pagamento, anche in caso di bollette recapitate in ritardo o non recapitate e in presenza di un reclamo. Enel si difende spiegando: “Enel Servizio Elettrico ed Enel Energia contestano le conclusioni cui è giunta l’Autorità Antitrust, ritenendo la propria condotta in materia di fatturazione e procedure di riscossione dei crediti pienamente aderente ai più elevati canoni della diligenza professionale e del tutto rispondente alla normativa di settore”. (Fonte)

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