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Dicembre, tredicesime ferme. Sono a RISCHIO soprattutto quelle dei lavoratori dipendenti.

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Secondo i dati della Cgia saranno 33 milioni gli italiani che la percepiranno, per un totale di 37 miliardi di euro.

BONUS INVARIATO – Secondo i dati della CGIA, le tredicesime del prossimo dicembre varieranno solo impercettibilmente rispetto a quelle dello scorso anno. Un operaio specializzato con un reddito lordo annuo di poco superiore ai 21.000 euro (pari ad uno stipendio mensile di 1.255 euro) riceverà una tredicesima più “pesante” di appena un euro rispetto a quella dell’anno scorso. Un impiegato con un reddito lordo annuo di oltre 25.600 euro (pari ad una busta paga netta di 1.419 euro) avrà 2 euro in più nella tredicesima di quest’anno. Infine, un capo ufficio con un reddito lordo annuo di quasi 50.000 euro (che corrisponde ad uno stipendio mensile netto di 2.545 euro) non beneficerà di alcun aumento.
I NUMERI – La stima del numero di persone destinatarie della tredicesima mensilità si aggirerebbe attorno ai 33 milioni. “Secondo una nostra stima – spiega il segretario della CGIA Bortolussi – l’importo dovrebbe essere pari a 37 miliardi di euro. Questa somma garantirà alle casse dell’Erario un gettito di oltre 9,5 miliardi di euro. L’auspicio è che una buona parte di questi 37 miliardi vengano spesi per rilanciare i consumi interni. Mai come in questo momento gli artigiani e i commercianti hanno bisogno di veder ripartire la domanda interna. Senza nessuna inversione di tendenza, anche questo Natale rischia di essere all’insegna del rigore, con ripercussioni molto negative sui bilanci dei lavoratori autonomi. Ricordo che per molte attività le vendite nel periodo natalizio incidono fino al 30/40 per cento del fatturato annuale”.
I RISCHI PER LE PICCOLE AZIENDE – Se per i pensionati non dovrebbero esserci problemi, la stessa cosa non si può dire per i lavoratori dipendenti del settore privato. Memore di quanto è successo negli ultimi anni, Bortolussi segnala: “Non siamo in grado di dimensionare l’entità del fenomeno. Tuttavia, abbiamo la percezione che molti imprenditori potrebbero trovarsi in difficoltà nel pagare le tredicesime. Da sempre il mese di dicembre presenta una elevata concentrazione di scadenze fiscali e contributive. Detto ciò, è possibile, considerata la scarsa liquidità a disposizione, che molti decidano di onorare gli impegni con il fisco e di posticipare il pagamento della tredicesima, o di una parte di essa, mettendo in difficoltà, loro malgrado, le famiglie dei propri dipendenti”.


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