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Dicevano si trattasse di una bufala ma non lo è. Chiarimenti su come ottenere il bonus da 500 €

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La notizia del bonus per chi possiede un animale domestico ha fatto il giro della rete, ecco alcuni chiarimenti in merito.

Una notizia che ha fatto il giro del web e che era stata data per fasulla: la situazione del bonus da 500 euro per chi possiede un animale domestico è realtà ma non per tutti.

Alcuni siti web hanno diffuso la notizia che era possibile richiedere un bonus fiscale per chi possiede un cane, il tutto però, senza precisare le dinamiche e le caratteristiche precise per la richiesta del bonus in questione e facendo riferimento alla dichiarazione dei redditi 2017.

Dichiarazione dei redditi 2017

Potrebbe essere una notizia che farebbe gola ai possessori di animali domestici in previsione della dichiarazioni dei redditi per l’anno 2017; in realtà il bonus per chi possiede un animale domestico non è una voce presente tra le spese deducibili e detraibili del modello 730. Si tratta di una agevolazione fiscale che è stata presentata solo da alcuni comuni Italiani e che assolutamente non ha carattere nazionale. Sul Corriere della Sera tempo fa, veniva pubblicato un articolo ben dettagliato in merito al Comune di Vittoria, nel Ragusano, il quale al fine di alleggerire le spese dovute ai canili o comunque alla presenza di cani randagi, offriva a chi avesse provveduto ad adottare un cane randagio, ben 100 euro per ogni animale adottato, addebitando l’intero bonus sugli importi dovuti per il pagamento della Tari. Dopo l’episodio di Vittoria, numerosi comuni hanno aderito all’iniziativa con soluzioni economiche differenti.

Bonus fiscale per chi adotta animali domestici

Oramai sono numerosi i comuni italiani che hanno emesso provvedimenti in materia, e tutti con un obiettivo ben preciso: alleggerire le casse comunali dalle spese dovute alla gestione di canili o di animali randagi. Per quanto riguarda la richiesta del bonus cane, è possibile richiedere informazioni presso i comuni di appartenenza o comunque rivolgendosi ai CAF; questo per verificare se e quali comuni abbiano preventivato l’erogazione del bonus, e sopratutto gli eventuali importi corrisposti e le modalità di riscossione. Per la  maggioranza dei Comuni che hanno aderito all’iniziativa, anche se per importi differenti, tutti hanno corrisposto l’eventuale bonus come sgravio fiscale sulle tasse comunali da pagare.

Fate girare, tutti devono sapere!

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