“Cavie umane per testare i gas di scarico”: le rivelazioni SHOCK della stampa tedesca

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La Bild rivela esperimenti sui primati in un laboratorio di Albuquerque nel 2015. Volkswagen chiede scusa. Bmw si chiama fuori dagli esperimenti.

Test non solo sulle scimmie, ma anche su cavie umane, per verificare la nocività dei gas di scarico. Un nuovo scandalo scuote il mondo dell’auto e, in particolare, i colossi tedeschi Bmw, Daimler e il gruppo Volkswagen. Secondo un’inchiesta pubblicata dal New York Times e resa nota dal quotidiano tedesco Bild, la storia risale al maggio 2015, quando dieci esemplari di scimmie giavanesi sarebbero stati condotti in un laboratorio di Albuquerque, in New Mexico, rinchiusi in una vetrina e, sistemati davanti ad una tv che proiettava cartoni animati, sottoposti all’emissione di gas di scarico per circa quattro ore. Secondo le rivelazioni di oggi, le scimmie sarebbero sopravvissute al terribile test, ma non se ne conoscono le condizioni di salute.

«Esperimenti anche su cavie umane»

Non solo. I gas di scarico delle auto Diesel sarebbero stati provati, secondo quanto riferiscono Sueddeutsche Zeitung e Stuttgarter Zeitung, anche su cavie umane. Per i media tedeschi, la Società di Ricerca europea per l’Ambiente e la Salute nei Trasporti, fondata dai tre colossi dell’auto, avrebbe promosso «un breve studio di inalazione con ossido d’azoto su persone sane». Lo scopo era dimostrare che, con il progresso tecnico, le emissioni dei motori a gasolio non avevano conseguenze importanti sulla salute dei cittadini. Nell’Ospedale universitario di Aquisgrana, a 25 persone fu fatto inalare biossido di azoto in diverse concentrazioni e per diverse ore. Secondo l’Eugt, che è stato sciolto nel 2017, non fu rilevato alcun effetto nocivo.

Daimler smentisce e sostiene di «non aver avuto alcuna influenza sugli esperimenti». Per la Volkswagen, a intervenire è Hans Dieter Poetsch, presidente del Consiglio di sorveglianza del gruppo tedesco: i test dei gas sulle scimmie, ha dichiarato, «non sono in alcun modo accettabili. Prendo le distanze con tutte le forze da pratiche del genere e farò tutto il possibile perché vi sia un’indagine completa sulle procedure. E chi ha la responsabilità ne risponderà».«La questione deve essere chiarita il più rapidamente possibile», ha fatto eco a Poetsch Bernd Osterloh, presidente del consiglio di fabbrica di Volkswagen. Il sindacalista, che siede anche nel consiglio di sorveglianza, si è detto «scosso» a nome dei lavoratori della Volkswagen: «I limiti etici e morali sono stati superati».

L’indignazione di Angela Merkel

Sullo scandalo è intervenuta anche Angela Merkel. Il suo portavoce, Steffen Seibert, ha fatto sapere che per la cancelliera «questi test sugli animali e perfino sulle persone non trovano alcuna giustificazione sul piano etico. L’indignazione di tante persone è assolutamente comprensibile». La Merkel sollecita i gruppi dell’auto tedesca coinvolti a fare chiarezza. «I consigli di amministrazione e chi ha commissionato i test dovranno rispondere alle difficili domande su quale fosse lo scopo dei test — ha detto Seibert oggi in conferenza stampa, riferendo il pensiero della cancelliera —. Le industrie dell’auto avrebbero dovuto limitare le emissioni e non dimostrarne la presunta innocuità». Durissime le parole del ministro tedesco per l’Ambiente, Barbara Hendricks: «Sono disgustata da quanto appreso sulle rivelazioni sui test sulle emissioni condotti su esseri umani e scimmie». Mentre il presidente della Bassa Sassonia, Stephan Weil, maggiore azionista del gruppo Volkswagen, ha definito «assurda e nauseabonda» la pratica dei test. Finora l’unica a non pronunciarsi è stata la Bmw.

La Fondazione

I test sarebbero stati avviati in seguito all’allarme scatenato nel 2012 da uno studio pubblicato dall’OMS che denunciava i gas di scarico come cancerogeni. Pronti a dimostrare il contrario, le case automobilistiche tedesche hanno scelto le scimmie come cavie per le verifiche: nel 2007 Bmw, Daimler e Volkswagen avevano fondato l’European Research Group on Environment and Health in the Transport Sector (Eugt), gruppo di ricerca chiuso lo scorso anno. È questa fondazione ad aver promosso lo studio sulle scimmie nel 2013, stipulando un contratto con il «Lovelace Respiratory Research Institute». Secondo la stampa tedesca, nell’ottobre del 2013 i promotori della ricerca pensarono anche di utilizzare cavie umane, volontarie. Ma all’epoca l’allora direttore generale della Fondazione, Michael Spalleck, bocciò l’idea. Stando alla Bild sarebbe coinvolto in questo caso ancora James Liang, l’ex ingegnere Vw messo sotto accusa per il software che manipolava i dati delle emissioni, poi condannato a 40 mesi di carcere negli Usa.

Gli esperimenti sui cadaveri

Choccanti, ma tutt’altro che nuove queste rivelazioni. In passato molti colossi dell’auto hanno impiegato addirittura i cadaveri per svolgere i crash test delle auto. L’ammissione è del 2013, ma la storia risale agli anni Settanta, quando i manichini non fornivano ancora risultati attendibili sugli impatti. Da qui la decisione di optare per «cavie umane», allo scopo di ricreare simulazioni più realistiche. La prima ammissione arrivò dal colosso americano General Motors, che rese noto «un progetto pilota» per usare cadaveri nella misurazione delle forze d’impatto. I corpi venivano usati «in test che avrebbero provocato lesioni troppo pericolose sui volontari». È stato scoperto solo pochi anni fa che l’Istituto per la sicurezza dei veicoli dell’università tecnica di Graz, in collaborazione con il locale l’istituto di medicina legale, avrebbe utilizzato circa 20 cadaveri per studi sul movimento di testa e collo nei crash-test.

Cavie

Orrore suscitò, nel 1993, la denuncia della Bild, poi confermata dal responsabile del dipartimento autopsie dell’università di Heidelberg, secondo la quale negli anni Settanta per sperimentare la sicurezza degli veicoli in Germania furono usati oltre 200 cadaveri, almeno sei dei quali bambini. Non solo cadaveri, ma anche scimmie, le stesse utilizzate per gli esperimenti di oggi sui gas di scarico, usate anch’esse in passato come cavie per i crash test. Come avveniva per i test su cosmetici e medicinali, gli scimpanzé venivano impiegati al posto dei manichini per studiare la protezione dei passeggeri in caso di impatto frontale e laterale, oltre ai test per valutare i danni ai pedoni in caso d’incidente.


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