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Blue Whale, il gioco folle che spinge i giovani al suicidio. Ecco quali erano le assurde regole:

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Un servizio delle Iene ha messo l’accento su un macabro fenomeno nato in Russia: un gioco fatto di missioni al limite della sopportazione umana, che ha come ultimo atto la morte dei partecipanti.

Si chiama Blue Whale (Balena Blu) ed è il nuovo macabro gioco che sta mietendo giovani vittime in Russia. Questa competizione, che nasce dai social network, prevede una serie di prove al limite della sopportazione umana, per poi culminare con l’ultimo grande passo: il suicidio. Il nome prende ispirazione dalle balenottere azzurre, che in punto di morte vanno ad arenarsi sulle spiagge.

Un fenomeno che in Russia ha già ucciso 157 tra ragazzi e ragazze, trasportati in un vortice di depressione dai “gestori” del gioco, che una prova dopo l’altra spingono le giovani vittime ad isolarsi sempre più, fino all’ultimo terribile atto: la morte, ovviamente ripresa in un video, poi diffuso in Rete.

Del caso Blue Whale si è interessata anche la Iena Matteo Viviani, che nella puntata andata in onda il 14 maggio ha mostrato il servizio girato in Russia, luogo in cui i suicidi a causa di questa nuova moda hanno toccato vette fuori da ogni umana comprensione. Viviani è riuscito ad intervistare le famiglie di alcune vittime della Blue Whale, sconvolte dalle cause che hanno portato il loro cari a commettere il folle gesto: “Sembrava una ragazza tranquilla –  confessa la mamma di una giovane suicida durante il servizio delle Iene –  anche il giorno in cui si è tolta la vita. Non era depressa e non aveva manifestato alcun problema, è stato questo assurdo gioco a portarla alla morte”.

Ma da quanto rivelato proprio dalle Iene, il raccapricciante influsso della “Balena Blu” ha oltrepassato i confini russi, arrivando in Francia, in Inghilterra e con tutta probabilità anche in Italia. Il caso di un 16enne di Livorno, lanciatosi dal 26esimo piano di un palazzo, potrebbe essere riconducibile alla Blue Whale, come confermato da un compagno di classe della vittima intervistato dallo stesso Viviani: “Non era intenzionato  a togliersi la vita, ma ultimamente aveva dei comportamenti strani come andare a correre di notte o guardare di frequente dei film horror”. Tutte missioni che figurano tra le regole di questo assurdo gioco online.

Un “mostro” social e sociale, che deve mettere ancora più in allarme genitori e autorità. In Russia è stato arrestato un 22enne studente di psicologia, ritenuto l’ideatore della Blue Whale, ma il dubbio è che ci siano molti altri complici ancora a piede libero, pronti a spingere il suicidio i giovani di tutto il globo.


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