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Attentati in Italia: le 5 cose che non vi dicono

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Perché l’ISIS non ha ancora colpito l’Italia?

Sicuramente molti di voi se lo saranno domandato in questi mesi.

Non vi è una risposta precisa, bensì una serie di ipotesi.

Le ipotesi sono molteplici e l’una non esclude assolutamente le altre.

Eccone alcune:

  • L’Italia ha uno dei migliori servizi segreti a livello europeo, capace di arrivare a tutti i potenziali terroristi presenti sul territorio.            
    Questa ipotesi viene spesso rilanciata dai mezzi di informazione, anche esteri. Tale preparazione sarebbe maturata sul campo grazie ai continui episodi di terrorismo avvenuti durante i cosiddetti anni di piombo. Questo, unito alla sempre attuale ricerca e smantellamento delle più grandi criminalità organizzate del paese (Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta…) avrebbe creato una vera e propria potenza di intelligence capace di far fronte al problema del terrorismo islamico.
  • L’Italia è strategicamente molto importante per l’ISIS.
    Geograficamente e politicamente siamo una delle nazioni perfette. Siamo in mezzo al mediterraneo e siamo la via di passaggio per i Balcani. Quindi, perché distruggere uno dei ponti più importanti con un attentato? Ci sarebbe una revisione delle norme di accoglienza ed una possibile chiusura delle frontiere che potrebbe mettere a rischio i passaggi di armi e uomini in Europa.
  • Abbiamo meno potenziali terroristi rispetto ad altri paesi europei.
    L’Italia, rispetto ad altre nazioni europee, soprattutto del nord, ha un numero molto inferiore di foreign fighters.
    Solo per fare degli esempi, a fronte di quasi mille “lupi solitari” francesi o degli oltre quattrocento belgi, la nostra nazione ha prodotto “solamente” una novantina di combattenti, segno della minor presenza sul territorio di islamici, soprattutto radicali.
  • L’Italia non conta nulla a livello politico.
    Il Nostro Paese avendo un appeal internazionale molto ridotta rispetto al passato, non rientrerebbe nei piani dello Stato Islamico.
  • L’Italia conta molto, ma è l’ultimo tassello.
    Colpire Roma ed il Papa. L’ISIS ha più volte detto di voler attaccare il loro nemico numero uno, Il Papa. Questo piano avrebbe però un disegno molto preciso che interesserebbe il Santo Padre e la città di Roma solo alla fine del percorso di conquista idealmente tracciato dall’ISIS.


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