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Ancora accuse per Marino: "Quando era chirurgo taroccava i rimborsi"

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“Era un chirurgo, trapiantava organi. Non era indispensabile, ci ha creato tanti problemi”, così due dirigenti del Medical center di Pittsburgh, l’Upmc che gestisce venti ospedali nella Pennsylvania dell’Ovest e trentotto centri oncologici negli Stati Uniti, parlando del sindaco dimissionario di Roma, Ignazio Marino, che nel centro ha prestato il proprio servizio come chirurgo, a quanto pare non lasciando un buon ricordo personale.

Dicono i due dirigenti, le cui parole sono rilanciate da ‘Repubblica’: “Il dottor Marino si è formato da noi, ha iniziato a operare con noi, gli abbiamo affidato il centro di Palermo, una frontiera in Europa. Poi abbiamo scoperto le doppie note spese, i suoi rapporti con altri ospedali americani. Gli abbiamo imposto le dimissioni dall’Ismett di Palermo e non avremmo voluto più occuparci di quella storia, né del medico italiano. Avremmo solo sperato nel silenzio”.

“Il dottor Marino aveva creato una doppia contabilità per le spese di trasferta” – accusano i dirigenti del Medical center tredici anni dopo, di fatto confermando che quella del sindaco è una “vecchia abitudine” – “Una richiesta di rimborso la consegnava al suo centro di Palermo, l’Ismett appunto, e una alla nostra sede. Avevamo prove evidenti che la cosa fosse andata avanti per mesi e che fosse una scelta consapevole, non un caso, tantomeno un errore. Abbiamo agito subito, allora. Il 6 settembre 2002 inviammo un fax all’ospedale di Palermo e il dottor Marino nell’arco di mezza giornata controfirmò tutte le nostre condizioni”.

Secondo i due dirigenti, “aveva chiesto lui di dimettersi alcune settimane prima, il sei settembre abbiamo accettato senza esitazioni. Abbiamo chiuso lì ogni rapporto: uno dei nostri quattromila medici aveva perso la nostra fiducia, ma la carriera politica del dottor Marino non ci ha mai permesso di abbandonare quel dossier”. Il direttore del centro, Jeffrey A. Romoff, così si rivolse a quello che poi sarebbe diventato il sindaco di Roma: “Riteniamo di aver scoperto una serie di irregolarità intenzionali e deliberate con note scritte da lei a mano e sebbene le ricevute siano per gli stessi enti, i nomi delle persone indicate sulle ricevute presentate a Pittsburgh non sono gli stessi di quelli presentati all’Upmc di Palermo”.

Tra le note spesa contestate ” una fattura, rimborsata sia a Pittsburgh che a Palermo, sulla ricarica d’inchiostro per la penna stilografica del medico”. Come contropartita per uscire “pulito” dalla vicenda, il Medical Center chiese a Marino di lasciare auto, chiavi dell’auto e dell’appartamento, telefonino, cerca persone, computer portatili, carte di credito aziendali, rinunciare agli stipendi arretrati e lasciare giornali e riviste da lui acquistate a Palermo. Solo qualche anno più tardi, Marino, con la mediazione dell’avvocato Vittorio Angiolini, ottenne il pc utilizzato all’Ismett, alcune pubblicazioni e studi in archivio a Palermo. Quindi il tribunale civile di Milano gli concesse 90 mila euro di risarcimento da parte di quattro giornali italiani e tredici giornalisti per come questi avevano raccontato la vicenda di Pittsburgh.

FONTE:

http://www.direttanews.it/2015/10/10/ancora-accuse-per-marino-come-chirurgo-ci-dava-problemi


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