Aerosol, un mito da sfatare: non serve per il raffreddore, ecco invece a cosa serve…

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Diventato una moda nostrana, nata negli anni ’70, tutti gli esperti sono concordi nell’affermare, che non solo l’aerosol non serve per curare la tosse ed il raffreddore nei bambini, che che oltretutto spesso è usato in modo improprio e senza alcuna evidenza scientifica.

Spesso considerato dai genitori italiani, una sorta di pediatra h24, di fronte ai malanni di stagione, in particolare per i bambini piccoli, è importante invece chiarire che l’aerosol non serve per curare tosse e raffreddore nei bambini.
Le mamme ed i papà infatti, per curare i propri bimbi, come fa sapere il “Corriere”, si armano dell’apparecchio nebulizzatore e fanno respirare i propri figli nel boccaglio, facendoli restare immobili per 10 minuti, magari guardando un programma alla tv, onde curare raffreddore, tosse e in genere i problemi delle alte vie respiratorie, che spesso invece si risolvono da sole.
Proprio per questo l’utilità dell’aerosol è sempre più spesso messa in dubbio, anche perchè è invece per contro, accertata l’utilità di abitudini quali:

  • bere di frequente;
  • fare lavaggi nasali con la soluzione fisiologica, per eliminare muco e catarro;
  • umidificare adeguatamente gli ambienti di casa;
  • monitorare la temperatura in casa , che non dovrebbe superare i 20 gradi;
  • lavarsi spesso le mani;
  • usare esclusivamente fazzoletti di carta.

Una “macchinetta” quindi, quella dell’aerosol, che oltre ad essere considerata dai piccoli pazienti un incubo di molti bambini, che passano buona parte dell’inverno attaccati all’aerosol, è di fatto del tutto inutile secondo gli esperti, come spiega la pediatra Susanna Esposito, infettivologa presso l’Università degli Studi di Milano, che chiarisce essere l’aerosol utile solo in caso di bronchiolite, di broncospasmo e di asma bronchiale.
L’aerosol non ha senso infatti in caso di bronchite catarrale, in quanto non riduce i giorni di malattia né ha alcuna efficacia nel liberare i bronchi più rapidamente dalle secrezioni respiratorie.
Non solo, in caso di raffreddore infatti, l’aerosol non solo non serve a nulla, ma al contrario rischia di complicare la situazione del bambino, in quanto tende a seccare le mucose ed a predisporle all’attecchimento dei germi.

A dispetto di ciò, l’aerosol è sovente prescritto dai pediatri italiani, spesso messi sotto pressione da alcuni genitori, che preferiscono avere un’indicazione terapeutica per curare il raffreddore, non soddisfatti di affidarsi semplicemente al tempo ed alla pazienza.
Col raffreddore infatti, è bene ricordare che la soluzione migliore è quella dei lavaggi nasali con soluzione fisiologica, da farsi di routine nei mesi freddi, quando la colonizzazione batterica è frequente, specie nei bambini che frequentano all’asilo.
Quanto ai farmaci in genere prescritti con l’aerosol, i mucolitici non hanno dimostrato alcuna efficacia, e solo alcuni cortisonici sembrano essere in grado di ridurre la broncostruzione; inoltre, i medicinali broncodilatatori, andrebbero somministrati solo dopo i 2 anni di età, in quanto in alcuni casi, possono causare tachicardia ed agitazione.


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