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XYLELLA SCONFITTA con antica pratica agronomica che salva la pianta senza bisogno di eradicare.

Chi sosteneva che la scellerata imposizione dell’UE di eradicare gli ulivi pugliesi fosse qualcosa di inutile e che la soluzione poteva essere quella di utilizzare pratiche alternative.

Oggi potrebbe ufficialmente prendersi una rivincita: come spiega il servizio televisivo del TgNorba, un’antica pratica agronomica potrebbe essere la salvezza per gli ulivi colpiti dal misterioso batterio.

Il tentativo di salvare l’ulivo conosciuto come ‘il gigante di Alliste‘, (circa 1500 anni di età) dal disseccamento rapido provocato dal batterio della Xylella fastidiosa é stato praticato alla presenza di José Bové, europarlamentare francese dei Verdi europei. Si è trattato di un innesto di gemme di Leccino che – in base a ciò che è stato detto – consente di sfruttare uno dei mezzi di autodifesa della pianta, rappresentato dalla capacità di compartimentalizzazione vascolare. I risultati positivi sono stati riscontrati anche in altri esemplari di ulivi, circa un centinaio.

Sostanzialmente, attraverso al un nuovo apparato fogliare non aggredibile, si accelera la produzione di cerchie legnose attive, che risultano più veloci rispetto alla colonizzazione radiale del legno da parte del batterio patogeno.

Già in alcuni convegni “alternativi” a quelli ufficiali, il Movimento 5 Stelle aveva presentato un programma alternativo dove venivano incentivate pratiche e ricerche differenti a quelle ufficiali, che miravano all’esclusione dell’eradicazione come rimedio. Con questa buona notizia si apre uno spiraglio per la salvaguardia di questi patrimoni.

A tal proposito, pubblichiamo un comunicato diffuso il 14 settembre dalla parlamentare europea pugliese Rosa D’Amato (M5S):

“Rivedere il piano Ue anti-Xylella, soprattutto alla luce delle nuove ricerche che hanno dimostrato l’immunità della vite al ceppo del batterio che si trova in Puglia. E garantire agli agricoltori pugliesi le dovute compensazioni e i risarcimenti per i danni subiti a seguito del blocco dell’export verso alcuni stati membri dell’Ue”.

Sono queste le due principali richieste contenute nella lettera che l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, ha inviato oggi al commissario europeo per la Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis. Nella lettera, l’europarlamentare tarantina chiede anche di limitare la lista delle piante a rischio Xylella solo a quelle specie che sono state effettivamente intaccate dalla malattia e per cui esistono dati scientifici certi, “onde evitare allarmismi che possono causare ancora più danni al settore”. Inoltre, D’Amato chiede alla Commissione Ue anche di potenziare la ricerca scientifica attraverso il coinvolgimento di un numero più ampio di centri e laboratori, anche promuovendo sinergie transnazionali. Infine, l’eurodeputata M5S ha ribadito a Bruxelles la richiesta di “promuovere pratiche alternative come quelle legate al biologico per combattere il disseccamento degli ulivi” e di “fermare l’uso di insetticidi come l’etofenprox e il dimetoato, che sono stati vietati da un legge italiana del 2014 ma reintrodotti in Puglia nel piano anti-Xylella”.

Il video:

Avete visto che chi voleva tagliare era solo una pazzo. Anche in questo caso i complottisti erano loro non noi.

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