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Detersivo negli occhi, donna si fa accecare dallo psicologo: “Lo sognavo sin da bambina”

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“Quando avevo 3 o 4 anni – racconta Jewel – mia madre mi trovava di notte che camminavo nei corridoi bui della casa”. Da ragazzina poi ha imparato l’alfabeto per i non vedenti, poco dopo ha incominciato ad andare in giro con occhali neri e bastone per non vedenti. Fino alla drastica decisione presa insieme a un professionista

Jewel Shuping ha deciso volontariamente di perdere la vista. A tale scopo si è fatta accecare da una psicologo che ha acconsentito ad accompagnarla in questo percorso. La donna soffre di Body Integrity Identity Disorder: si tratta di persone sane che si sentono a disagio nel proprio corpo e sentono che devono debilitarlo. La donna che vive nello stato del North Carolina sin da bambina desiderava diventare cieca: non ha mai avuto problemi di salute.

Quando avevo 3 o 4 anni – racconta Jewel – mia madre mi trovava di notte che camminavo nei corridoi bui della casa“. Da ragazzina poi ha imparato l’alfabeto per i non vedenti, poco dopo ha incominciato ad andare in giro con occhali neri e bastone per non vedenti. Circa 10 anni fa poi ha incontrato uno psicologo che, dopo mesi di terapia, ha deciso di aiutare Jewel: con detersivo gettato negli occhi Jewel ha iniziato a perdere la vista, processo che è durato 6 mesi. Ora Jewel si sente realizzata, è cieca e si batte per i diritti dei non vedenti.

In Italia non si è mai parlato molto di Body Integrity Identity Disorder ma nel Regno Unito fece scalpore la storia Chloe Jennings-White, ricercatrice dell’Università di Cambridge, nel Regno Unito, che vorrebbe vivere l’esistenza di una persona su una sedia a rotelle pur non avendo alcun handicap: arrivò persino a rompersi volontariamente le gambe.

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