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Ristorante allestito in galleria per Renzi e tanto altro: la visita del Premier in Calabria

Matteo Renzi in Calabria giovedì scorso ha lasciato il segno. In tutti i sensi, perchè di cose clamorose ne sono successe in appena poche ore. Fanno clamore gli annunci sulle date di apertura della nuova A3 Sa-Rc, il 22 dicembre 2016, giorno della resa dei conti. Clamore ha fatto anche il Renzi show, per farla alla Crozza, che in galleria a Mormanno proprio giovedì ha inscenato, con tanto di proclami, battute e stile tutto suo, un meraviglioso spettacolo. Pronto ad ascoltare tutti e a ridere con tutti il Premier, anche a Cosenza, dove successivamente il presidente del Consiglio si è recato per inaugurare la Cyber Security.

Clamorosa è stata però anche l’altra faccia della medaglia. Di certo è stato clamoroso che dei lavoratori armati di striscioni e panini siano stati fermati sull’autostrada dalla polizia mentre si recavano in autobus ad informare Renzi della loro disperata condizione. Clamoroso che Renzi sia stato disponibile con tutti, ma con loro proprio no. Poi hanno incontrato il ministro Graziano Delrio, ma Renzi proprio no.

Clamorosamente blindata Cosenza. Suscita impressione un simile dispiegamento di forze al cospetto dell’indifferenza che i calabresi hanno di fatto riservato al buon Matteo. Mentre clamorosamente in Italia fa notizia che a Catanzaro non ci siano le macchine per la polizia.

E che dire se non che è clamorosa la sala ristorante allestita all’interno della galleria alla quale avrebbero dovuto banchettare tutti gli importanti personaggi rappresentanti dello Stato e i tantissimi convitati al Renzi show, per dirla sempre alla Crozza.

Si vocifera, ma queste sono solo indiscrezioni, sicuramente false, ma che circolano all’impazzata su mezzi di informazione e social, che il banchetto sia costato oltre centomila euro e che tutti lo abbiano snobbato, perchè forse chi lo ha organizzato, chiunque sia, doveva immaginare che in una galleria non fosse il caso di allestire un simile rinfresco. Neanche a Master Chef avrebbero osato tanto.

E soprattutto fa clamore, sempre sui mezzi di informazione e sui social, l’interrogativo ovvio quanto dovuto: ma chi ha pagato tutto questo?

Chissà, misteri di Stato, cose sulle quali è sempre difficile avere certezze. Oppure una certezza c’è, perchè gira e rigira i soldi sono sempre quelli degli italiani.

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