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Ci hanno inviato questa lettera, vi invitiamo a leggerla…e riflettere davvero!

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Un amico che risiede a Ghedi, in provincia di Brescia, ci ha inviato questa lettera.

Vi invito a leggerla.

«Ciao a tutti, molti di voi rideranno guardando l’immagine allegata.
Penserete forse che il caldo di questi giorni mi abbia dato alla testa o che si tratti semplicemente di uno scherzo di cattivo gusto.
Purtroppo la realtà supera spesso la fantasia e in questo caso la realtà potrebbe essere più grave di quello che si pensi.
Non si tratta di semplice allarmismo ma di una preoccupazione che cresce sempre più.

Di fronte alla salute dei propri cari pur di lanciare un allarme a chi di dovere si corre il rischio di coprirsi di ridicolo.
Ma veniamo ai fatti.

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Dopo le vacanze al mare siamo ritornati a casa a Ghedi. Premetto che prima di andare via la casa era in perfetto ordine (metti che i ladri trovino la polvere sui mobili o il pavimento sporco…).

Come è normale tutti gli scuri erano chiusi ma dietro qualcuno di essi qualche porta è rimasta socchiusa per favorire un minimo di ricambio dell’aria di casa.
Ebbene dopo due settimane ecco quello che si è depositato sul pavimento di casa e raccolto dai piedini di mio figlio.

Quello che mi spaventa è che non si tratta della normale polvere.

E’ una polvere nera e sottile, più fine della fuliggine. Sembrano i piedi di uno spazzacamino. Peccato che questa volta le polveri sono contenute nell’aria che respiriamo e che finisce nei nostri polmoni.

C’è da dire che NON viviamo nei pressi di una fabbrica o di una fonderia per cui credo che sia effettivamente quello che circola nell’aria. E questo fa paura.
Cosa possiamo fare?

Innanzitutto capire se e come deve essere monitorata la qualità dell’aria. Cosa si misura, con quale frequenza, quali sono i valori di soglia e se i dati debbano essere pubblici oppure no.

Il mio sogno, per tutelare la salute dei nostri cari, sarebbe quello di indire un concorso pubblico di idee in cui vengano presentati progetti di dispositivi basati sull’utilizzo di materiale a basso costo (Raspberry/Arduino/sensori) che possa pubblicare in autonomia i dati raccolti 24 ore al giorno 7 giorni su 7.

Soprattutto che questi dispositivi possano essere collegati e monitorati mediante una piattaforma online accessibile da tutti.
A presto»

Fonte Vito Crimi pagina Facebook: Link

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